ODCEC Venezia, oltre 400 partecipanti all’Assemblea di approvazione del Bilancio 2025. Il Benvenuto ai nuovi Dottori Commercialisti.
- 29 Aprile 2026
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Prima assemblea per il Presidente Marco Sambo: approvato il consuntivo, presentata la nuova governance e accolti i neo iscritti. Al centro dei lavori il ruolo dell’Ordine come comunità professionale, casa aperta per gli iscritti e presidio del cambiamento.
Quattrocento partecipanti, una nuova governance già pienamente operativa e un messaggio chiaro: l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia vuole essere sempre più una casa aperta per gli iscritti, un luogo di partecipazione, confronto e visione.
Si è svolta il 22 aprile 2026 l’Assemblea di approvazione del Bilancio Consuntivo 2025 dell’ODCEC di Venezia. Un appuntamento istituzionale particolarmente significativo, non solo per l’esame e l’approvazione dei documenti economico-finanziari dell’ente, ma anche perché ha rappresentato la prima assemblea del nuovo Presidente Marco Sambo.
L’incontro ha restituito l’immagine di una comunità professionale numerosa, presente e coinvolta. Una comunità che, accanto agli adempimenti assembleari, ha condiviso una riflessione più ampia sul ruolo del commercialista oggi: non più soltanto professionista chiamato a seguire obblighi e scadenze, ma consulente delle decisioni, presidio di legalità, interprete dei cambiamenti economici, normativi e tecnologici.
Il saluto del Presidente nazionale Elbano de Nuccio e l’intervento del Consigliere nazionale David Moro
A dare ulteriore rilievo istituzionale all’assemblea è stata la partecipazione del Presidente nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Elbano de Nuccio, e del Consigliere nazionale David Moro.
La loro presenza ha collocato i lavori dell’ODCEC di Venezia dentro una cornice più ampia, quella della rappresentanza nazionale della professione e delle sfide che attendono la categoria nei prossimi anni. Dall’evoluzione normativa alla semplificazione, dalla trasformazione digitale alla necessità di rafforzare il ruolo pubblico del commercialista, il confronto ha richiamato la responsabilità degli Ordini territoriali nel contribuire, con proposte e competenze, alla crescita dell’intero sistema professionale.
Il saluto del Presidente nazionale Elbano de Nuccio ha ulteriormente rafforzato il valore dell’appuntamento, sottolineando il ruolo degli Ordini come comunità professionali vive, capaci di accompagnare gli iscritti non solo negli adempimenti, ma anche nei processi di cambiamento che attraversano studi, imprese e pubblica amministrazione.
L’intervento del Consigliere nazionale David Moro ha rappresentato un collegamento diretto tra il territorio veneziano e l’attività del Consiglio nazionale, confermando l’importanza di un dialogo costante tra livello locale e livello nazionale. Un passaggio particolarmente significativo in una fase in cui la professione è chiamata a presidiare nuovi ambiti di competenza e a rendere sempre più riconoscibile il proprio contributo al sistema economico e istituzionale.
In questo senso, l’assemblea veneziana non è stata soltanto un momento interno alla vita dell’Ordine, ma anche un’occasione di confronto con la governance nazionale della categoria, nel segno della partecipazione, della responsabilità e della visione condivisa.
“Commercialisti uniti nel domani”: il messaggio del Presidente Marco Sambo
Ad aprire i lavori è stata la relazione del Presidente Marco Sambo, che ha voluto dare alla sua prima assemblea un significato non solo formale, ma profondamente identitario.
«Questa non è per me una semplice prima assemblea. È un momento che segna un passaggio. Non solo personale, ma collettivo», ha sottolineato il Presidente, richiamando fin dall’inizio il senso di responsabilità che accompagna il nuovo mandato.
Il filo conduttore dell’intervento è stato il motto “Commercialisti uniti nel domani”, scelto non come formula comunicativa, ma come sintesi di una direzione precisa. Uniti, perché nessuno studio e nessun collega può affrontare da solo la complessità del presente. Nel domani, perché la professione non è più soltanto gestione dell’esistente, ma capacità di leggere, anticipare e governare ciò che arriva.
Sambo ha insistito sulla necessità di interpretare il cambiamento senza subirlo. Tecnologia, intelligenza artificiale, sostenibilità, trasformazione degli studi, nuove competenze e nuove aspettative delle imprese sono già dentro la quotidianità professionale. Per questo l’Ordine è chiamato a essere non solo struttura istituzionale, ma piattaforma di accompagnamento, relazione e crescita.
Il commercialista come consulente delle decisioni e presidio di legalità
Uno dei passaggi più forti dell’intervento ha riguardato la percezione pubblica della professione. Se all’esterno il commercialista viene ancora spesso associato ad adempimenti, dichiarazioni, scadenze e obblighi, la realtà della professione è oggi molto più ampia.
Il commercialista è sempre più consulente delle decisioni, presidio di legalità, soggetto capace di leggere l’evoluzione dell’impresa, accompagnare i passaggi delicati, interpretare i cambiamenti normativi e contribuire alla qualità del sistema economico.
Da qui l’esigenza, indicata dal Presidente, di lavorare sulla comunicazione e sul posizionamento della professione. Non per fare marketing fine a sé stesso, ma per restituire riconoscibilità, dignità e attrattività al ruolo del commercialista.
Sambo ha richiamato in particolare la necessità di raccontare meglio la professione, anche attraverso i singoli studi nel rapporto quotidiano con clienti, imprese e territorio. Una narrazione più chiara e più aderente alla realtà è fondamentale anche per avvicinare i giovani e far comprendere loro il valore, la complessità e le opportunità di questo percorso professionale.
Giovani e nuove energie: il presente della professione
Il tema generazionale ha avuto un ruolo centrale. Il Presidente ha ricordato che i giovani non sono semplicemente il futuro della professione: sono già il presente, ma devono essere messi nelle condizioni di partecipare davvero.
L’Ordine intende quindi creare spazi reali di confronto, ascolto, crescita e responsabilità, costruendo un ponte concreto tra esperienza e innovazione.
Uno dei momenti più significativi dell’assemblea è stato il saluto ai colleghi neo iscritti, accolti ufficialmente nella comunità professionale veneziana.
Sono entrati a far parte dell’Ordine Virginia Baldan, Francesca Drago, Mario Gabriele Maraldo, Andrea Marcolin, Camilla Pozzobon, Ionut Alexandru Radu e Lucia Simion.
Il benvenuto è stato rivolto dal Presidente Marco Sambo e dal Presidente dell’UGDCEC di Venezia, Carlo Mortandello, dando a questo passaggio un valore non solo formale, ma profondamente simbolico. Da un lato l’Ordine, come istituzione di riferimento della professione; dall’altro l’Unione Giovani, come luogo di partecipazione, confronto e crescita per chi si affaccia ai primi anni di attività professionale.
La presenza di Mortandello ha rafforzato il messaggio emerso durante l’assemblea: i giovani non sono soltanto il futuro della professione, ma una componente già viva e fondamentale del suo presente. Il rapporto tra ODCEC Venezia e UGDCEC Venezia diventa quindi un ponte concreto tra esperienza e innovazione, tra appartenenza istituzionale e nuove energie professionali.
Ai neo iscritti è stato idealmente consegnato anche il senso più profondo della Dichiarazione Solenne: l’impegno a esercitare la professione secondo i principi del Codice deontologico, con integrità, obiettività, competenza, indipendenza e riservatezza, nel rispetto dei colleghi, dei praticanti, delle istituzioni di categoria e dell’interesse pubblico.
In questo passaggio l’assemblea ha mostrato una delle sue immagini più forti: una professione che non si limita a registrare nuovi ingressi, ma sceglie di accoglierli, accompagnarli e renderli parte attiva di una comunità.
L’Ordine come casa aperta degli iscritti
Nel corso della relazione è emersa con chiarezza anche l’idea di Ordine come “casa dei commercialisti”. Non una formula, ma un impegno operativo.
Per Sambo, l’Ordine non può essere percepito come una struttura distante, alla quale rivolgersi solo per obblighi o necessità formali. Deve diventare sempre più un luogo dove trovare valore: nella formazione, nelle relazioni, nel confronto, nella possibilità di costruire appartenenza.
Aprire la sede, favorire occasioni di incontro anche informali, rafforzare il senso di comunità e sostenere la partecipazione degli iscritti sono elementi fondamentali di questa visione. In una professione spesso vissuta in modo individuale, la rete tra colleghi può diventare una leva decisiva.
In questa direzione si colloca anche l’idea della banca del tempo, richiamata dal Presidente come messaggio di solidarietà professionale: uno strumento per ricordare che nessun collega deve sentirsi solo, soprattutto nei momenti più complessi della propria attività.
Relazioni istituzionali e ruolo economico del commercialista nel territorio
Altro tema centrale è stato quello delle relazioni istituzionali. Il Presidente ha evidenziato come molte decisioni che incidono sulla professione nascano oggi fuori dal perimetro stretto degli studi professionali e degli Ordini.
Per questo l’ODCEC di Venezia intende rafforzare il dialogo con istituzioni, enti, università e interlocutori del territorio. Non in modo formale, ma sostanziale: portando contenuti, competenze e la voce della professione.
Il commercialista, ha ricordato Sambo, non è soltanto un soggetto tecnico. È un attore economico del territorio. Un professionista che conosce da vicino imprese, enti, famiglie, organizzazioni e trasformazioni produttive. Questa funzione deve tornare a essere riconosciuta con forza anche nel dibattito pubblico.
La nuova governance dell’ODCEC di Venezia
Nel corso dell’assemblea è stata presentata la composizione del Consiglio dell’Ordine.
Il Presidente è Marco Sambo. Al suo fianco operano Sebastiano Lenarda come Vicepresidente, Valentina Di Renzo come Segretario e Pierpaolo Cristiani come Tesoriere. Completano il Consiglio Stefano Danesin, Francesca Lepscky, Federico Loffredo, Andrea Giaretta, Elisabetta Montagner, Roberta Paturzo e Gaia Rotelli.
È stata inoltre illustrata la composizione del Collegio dei Revisori, presieduto da Luigi Bortoli, con Simone Bovolato e Catia Bortolato componenti.
Spazio anche al Comitato Pari Opportunità, presieduto da Stefano Danesin. Ne fanno parte Laura Lisiola, Vicepresidente, Monica Bolgan, Segretario, e Vallì Zillio, componente. È stato ricordato che nei giorni 1 e 2 luglio 2026 si terranno le elezioni suppletive per i tre componenti mancanti.
Fondazione Marino Grimani e Consiglio di Disciplina
L’assemblea ha rappresentato anche l’occasione per presentare gli organismi collegati all’Ordine.
La Fondazione dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Venezia “Marino Grimani” è presieduta da Sebastiano Lenarda. Federico Schiavoni ricopre il ruolo di Vicepresidente, Valentina Di Renzo quello di Segretario e Pierpaolo Cristiani quello di Tesoriere. Fanno parte del Consiglio di Amministrazione Francesca Lepscky, Alessandro Doria, Silvia Tagliaro, Rocco Vianello e Lorenzo Vimercati. Il Collegio dei Revisori della Fondazione è composto da Luigi Bortoli, Simone Bovolato e Catia Bortolato.
È stata poi presentata la composizione del Consiglio di Disciplina. Il Presidente è Andrea Martin, il Vicepresidente Sandro Mion, il Segretario Marco Boldrin. Ne fanno parte Giovanni Anfodillo, Federica Candiotto, Federica Gallerani, Maura Gervasutti, Michele Giorgiutti, Stefania Martignon, Letizia Minotto e Mario Tucci.
OCC Commercialisti Serenissima: 43 procedure avviate nel 2025
Tra i dati presentati all’assemblea, particolare rilievo è stato dato all’attività dell’OCC Commercialisti Serenissima.
Nel 2025 sono state avviate 43 procedure, mentre i gestori iscritti al 31 dicembre 2025 risultano 82. Il referente è Michele Giorgiutti, il segretario Elisabetta Montagner. Il gruppo di lavoro è composto da Chiara Conte, Silvia Pizzati, Massimo Prando, Marta Signori e Fabio Zito.
Si tratta di un presidio importante, che conferma il ruolo dell’Ordine anche nei percorsi legati alla gestione delle situazioni di sovraindebitamento e crisi, in un contesto economico nel quale competenza, equilibrio e terzietà assumono un valore sempre più rilevante.
L’ODCEC di Venezia nel Sistema Triveneto
Nel corso dei lavori è stato richiamato anche il ruolo dell’Ordine di Venezia all’interno del Sistema Triveneto, al quale partecipa attivamente attraverso le principali istituzioni e iniziative professionali delle Tre Venezie.
Questa dimensione sovraterritoriale rappresenta un elemento fondamentale per rafforzare la categoria, condividere progettualità, costruire formazione di qualità e dare maggiore forza alla rappresentanza professionale.
La partecipazione al Sistema Triveneto consente infatti all’Ordine di Venezia di muoversi dentro una rete più ampia, nella quale esperienze locali, competenze specialistiche e visione comune possono integrarsi a beneficio degli iscritti e del territorio.
Comunicazione e partecipazione: una comunità sempre più connessa
L’attività dell’Ordine nel 2025 è stata raccontata anche attraverso i numeri della comunicazione e della partecipazione.
Nel corso dell’anno si sono svolte 14 riunioni di Consiglio e 9 incontri con gli iscritti. Sono state inviate 44 newsletter ed è proseguita l’attività sui canali social Facebook e LinkedIn.
Il canale WhatsApp dell’Ordine ha raggiunto 438 iscritti nel 2025 e, dal lancio avvenuto nel 2023, ha continuato a crescere fino ad arrivare a 458 iscritti ad aprile 2026. Complessivamente la comunicazione dell’Ordine ha superato le 24.000 visualizzazioni totali, con una community di oltre 2.000 follower.
Su LinkedIn sono state registrate 10.605 impression e 1.266 follower, con una crescita di 95 follower nell’anno. Facebook ha raggiunto 13.482 visualizzazioni e 819 follower.
Sono numeri che indicano una direzione precisa: l’Ordine vuole essere più accessibile, più presente e più vicino agli iscritti anche attraverso strumenti digitali semplici, diretti e quotidiani.
Albo, tirocinio e STP: la fotografia della professione veneziana
L’assemblea ha offerto anche una fotografia aggiornata della comunità professionale veneziana.
Al 31 dicembre 2025 l’Albo contava 1.194 iscritti, di cui 9 nell’Elenco Speciale. La composizione era pari al 33,3% di donne e al 66,7% di uomini. Nel corso dell’anno si sono registrate 12 nuove iscrizioni e 24 cancellazioni.
Il Registro Tirocinio contava 65 iscritti al 31 dicembre 2025, con una composizione pari al 56,9% di donne e al 43,1% di uomini. Le nuove iscrizioni al Registro sono state 47, a fronte di 7 cancellazioni, mentre i certificati di compiuto tirocinio rilasciati sono stati 27.
Le Società tra Professionisti iscritte risultavano 34 al 31 dicembre 2025.
Questi dati restituiscono il profilo di una professione strutturata, ma chiamata anche a interrogarsi sull’evoluzione demografica, sull’attrattività verso i giovani e sulla capacità di accompagnare nuovi modelli organizzativi degli studi.
Formazione Professionale Continua: 55 eventi e quasi 49 ore per iscritto
Ampio spazio è stato dedicato alla Formazione Professionale Continua, uno degli ambiti fondamentali dell’attività dell’Ordine.
Nel 2025 sono stati organizzati 55 eventi complessivi, di cui 41 gratuiti e 14 a pagamento. Le ore di formazione per iscritto sono state 48,79, di cui 23,91 gratuite.
Dal 1° gennaio 2025 è inoltre attivo il nuovo portale FPCU, strumento centrale per la gestione delle attività formative e per il rapporto con gli iscritti.
L’analisi dell’evoluzione degli eventi formativi evidenzia anche il progressivo ritorno alla formazione in presenza dopo il periodo pandemico. Nel 2025 gli eventi considerati nella comparazione tra aula e online sono stati 50: 32 in aula e 18 online. Un equilibrio che testimonia la volontà di mantenere il valore dell’incontro diretto, senza rinunciare alle opportunità offerte dagli strumenti digitali.
Qualità e miglioramento continuo
Tra gli elementi illustrati durante l’assemblea è stato richiamato anche il Sistema Qualità ISO 9001:2015.
L’Ordine di Venezia ha ottenuto e mantenuto la certificazione del sistema qualità fin dal 2004, superando periodicamente le verifiche e confermando un impegno costante per l’efficienza procedurale e per la qualità dei servizi offerti agli iscritti.
La certificazione rappresenta un presidio organizzativo importante, coerente con l’obiettivo di rendere l’Ordine sempre più efficiente, trasparente e orientato al miglioramento continuo.
I Gruppi di Studio: competenze, partecipazione e innovazione
L’assemblea ha dato evidenza anche ai Gruppi di Studio, pensati come luoghi di approfondimento, partecipazione e produzione di competenze.
Le aree individuate coprono molti degli ambiti fondamentali della professione. L’area aziendale, con i consiglieri delegati Francesca Lepscky e Gaia Rotelli, affronta temi come consulenza aziendale, operazioni straordinarie e valutazione d’azienda, modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001, composizione negoziata della crisi, ESG e sostenibilità.
L’area lavoro, con Stefano Danesin e Marco Sambo, si occupa del commercialista del lavoro e dei rapporti con gli enti. L’area enti locali, seguita da Roberta Paturzo e Marco Sambo, approfondisce la fiscalità locale.
L’area associazionismo e non profit, con Pierpaolo Cristiani, Valentina Di Renzo e Andrea Giaretta, lavora su terzo settore, sport e società benefit. L’area organizzazione, informatica e intelligenza artificiale, con Andrea Giaretta e Federico Loffredo, è dedicata all’organizzazione dello studio e all’impatto dell’AI sulla professione.
L’area fiscale, con Pierpaolo Cristiani e Roberta Paturzo, affronta accertamento e riscossione, contenzioso, IVA e imposte indirette. L’area giudiziale, con Sebastiano Lenarda e Roberta Paturzo, segue concordato preventivo, liquidazione giudiziale, esecuzioni mobiliari e immobiliari, amministrazioni e custodie giudiziarie.
La ricchezza dei Gruppi di Studio conferma la volontà dell’Ordine di valorizzare le competenze degli iscritti e di trasformarle in patrimonio condiviso per tutta la comunità professionale.
Il Bilancio Consuntivo 2025 e la relazione dei Revisori
La parte economico-finanziaria dell’assemblea è stata affidata al Tesoriere Pierpaolo Cristiani, che ha illustrato il Bilancio Consuntivo 2025 dell’Ordine.
A seguire è intervenuto Luigi Bortoli, Presidente del Collegio dei Revisori, con la relazione dei Revisori. Dopo l’esame dei documenti e le deliberazioni conseguenti, l’assemblea ha approvato il Bilancio Consuntivo 2025.
Il passaggio ha rappresentato il momento istituzionale centrale dei lavori, confermando l’importanza della trasparenza gestionale e della corretta amministrazione dell’ente.
Un’assemblea nel segno della partecipazione
L’Assemblea di approvazione del Bilancio Consuntivo 2025 si è chiusa lasciando un messaggio chiaro: l’ODCEC di Venezia intende affrontare il nuovo mandato puntando su comunità, partecipazione, formazione, giovani, innovazione e relazioni istituzionali.
Gli oltre 400 partecipanti hanno dato il segno concreto di una professione che vuole esserci, confrontarsi e contribuire. Non una categoria chiusa nel proprio perimetro, ma una comunità professionale consapevole del proprio ruolo economico, sociale e istituzionale.
Il futuro della professione, ha ricordato il Presidente Sambo, non è qualcosa di lontano. È nelle scelte che si compiono oggi, nel modo in cui si lavora, si collabora, si comunica e si costruisce insieme.
L’invito finale è quindi a non restare spettatori del cambiamento, ma a diventarne protagonisti. Con competenza, responsabilità ed entusiasmo. Davvero insieme.
L’assemblea si è svolta con il sostegno dei partner Aon, Campello Marine, CMB, Contify, Data Services, OPEN Dot Com, CAF Do.C., Gruppo Edicom, Veda e Viva 50.










































Redditi in Veneto, la mappa dei territori: il commento dei commercialisti veneziani sul quadro economico regionale
- 27 Aprile 2026
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La stampa regionale dedica un ampio approfondimento alla distribuzione dei redditi in Veneto sulla base delle dichiarazioni Irpef 2025 relative all’anno d’imposta 2024. Ne emerge un territorio economicamente solido, ma attraversato da differenze significative tra aree, categorie reddituali e fasce di contribuenti. Nell’articolo, Marco Sambo richiama il ruolo dei commercialisti nella lettura dei dati economici e fiscali, evidenziando la necessità di interpretare i numeri oltre la superficie.
La rassegna stampa dedica spazio all’analisi dei redditi dichiarati nei Comuni veneti, elaborata da Withub su dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze e pubblicata dal Corriere del Veneto. Il quadro restituisce una fotografia articolata della regione: da un lato una base produttiva ampia e diffusa, dall’altro differenze territoriali e fasce di fragilità reddituale che impongono una lettura attenta dei dati.
Secondo l’articolo, il Comune veneto con il reddito medio più alto è San Vito di Cadore, con 39.797 euro medi per contribuente, davanti anche a Cortina d’Ampezzo, che si ferma a 33.661 euro. Tra i capoluoghi, invece, guidano Treviso e Padova, rispettivamente con 31.717 e 31.270 euro di reddito medio, entrambe collocate nella top ten nazionale dei capoluoghi di provincia con redditi pro capite più elevati.
Il dato complessivo evidenzia anche alcuni elementi di attenzione. In Veneto i contribuenti sono 3.800.241, di cui 3.133.237 con imposta netta e 667.004 senza Irpef netta, pari al 17,6%. La fascia più numerosa è quella tra 26 mila e 55 mila euro, con 1.298.236 contribuenti, seguita dalla fascia tra 15 mila e 26 mila euro, che raccoglie 1.091.472 persone.
Nel commento riportato dalla stampa, Marco Sambo, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia, parla di un quadro “complessivamente solido”, ma non privo di aspetti da approfondire. Il Veneto conferma infatti una forte incidenza dei redditi da lavoro dipendente e assimilati, pari a oltre il 58% del totale, segnale di un’economia ancora ancorata al lavoro, all’impresa e alla continuità dell’attività economica nei territori. Al tempo stesso, emerge il peso dei redditi da pensione, che interessano circa un terzo dei contribuenti veneti.
Particolarmente significativo è il dato dei contribuenti senza Irpef netta. Sambo invita a non leggerlo in modo superficiale: si tratta di una platea composta da situazioni diverse, che comprende sia chi rientra nella no tax area sia chi, a fronte di redditi contenuti, vede azzerata l’imposta per effetto di detrazioni e correttivi. In una regione che resta uno dei motori economici del Paese, questo significa che alla forza del sistema produttivo non corrisponde sempre una pari intensità della capacità reddituale individuale.
L’articolo propone anche il confronto con l’Emilia-Romagna, regione con una popolazione analoga ma con meno contribuenti rispetto al Veneto e un reddito medio più alto: 28.078,97 euro contro i 27.012,53 euro veneti. Anche in questo caso, secondo Sambo, le strutture sono simili ma presentano differenze rilevanti, tra cui una maggiore incidenza dei redditi da pensione e da lavoro autonomo in Emilia-Romagna, meno contribuenti senza Irpef netta e un livello medio di imposizione più elevato.
La fotografia dei redditi conferma quindi la necessità di guardare ai dati fiscali non solo come numeri, ma come indicatori della struttura economica e sociale del territorio. Per i commercialisti, questa lettura rappresenta un presidio fondamentale: interpretare le dinamiche reddituali significa comprendere la tenuta delle imprese, la distribuzione della ricchezza, le fragilità delle famiglie e le trasformazioni dell’economia locale.
AI e Commercialisti: responsabilità, etica e futuro. A Venezia il confronto sulla professione nell’era dell’intelligenza artificiale
- 24 Aprile 2026
- Media

Un confronto aperto, concreto e multidisciplinare sul ruolo del commercialista nell’era dell’intelligenza artificiale. Al Teatro Corso di Mestre, l’ODCEC di Venezia ha riunito esperti del mondo giuridico, accademico e professionale per approfondire responsabilità, etica, deontologia e opportunità legate all’utilizzo dell’AI negli studi professionali. Dal dibattito è emersa una visione chiara: l’intelligenza artificiale può supportare la professione, ma il controllo, la valutazione e la responsabilità restano saldamente nelle mani del professionista.
Al Teatro Corso di Mestre un pomeriggio di confronto promosso dall’ODCEC Venezia ha messo al centro il ruolo del commercialista tra innovazione tecnologica, deontologia e tutela del rapporto fiduciario con il cliente.
Non un semplice evento sull’intelligenza artificiale, ma un momento di riflessione concreta sul futuro della professione. È questo il filo conduttore dell’incontro “AI e Commercialisti. Responsabilità, Etica e Futuro”, promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia nell’ambito del percorso Venezia AI Hub, che ha riunito professionisti, esperti e rappresentanti del mondo giuridico e accademico per affrontare una delle trasformazioni più profonde che stanno attraversando gli studi professionali.
Ad aprire i lavori è stato l’intervento dell’Avv. Andrea Lisi, Presidente di ANORC Professioni, fondatore dello Studio Legale Lisi e Direttore DigitaLaw CUIRIF, che ha offerto un’articolata analisi del quadro normativo europeo e nazionale in materia di intelligenza artificiale, protezione dei dati e responsabilità professionale. Un intervento che ha evidenziato come il tema non possa essere ridotto a una questione tecnologica, ma coinvolga direttamente diritti fondamentali, trasparenza, accountability e qualità dei dati.
Nel corso della relazione sono stati richiamati i principali riferimenti normativi europei — dall’AI Act al GDPR, dal Digital Services Act al Cyber Resilience Act — sottolineando come la digitalizzazione richieda regole, consapevolezza e capacità di governo dei processi. Centrale anche il richiamo a un modello di intelligenza artificiale “antropocentrica e affidabile”, dove il professionista mantiene il controllo dell’attività intellettuale e decisionale.
La successiva tavola rotonda ha tradotto questi principi nella realtà quotidiana degli studi professionali, affrontando il tema dell’adozione dell’AI sotto il profilo organizzativo, operativo ed etico. A moderare il confronto Federico Loffredo, consigliere dell’ODCEC di Venezia, che ha guidato il dibattito con un approccio dinamico e concreto, favorendo il dialogo tra prospettive differenti e riportando costantemente l’attenzione sugli impatti reali per la professione.
Claudio Rorato, Responsabile Scientifico e Direttore dell’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale del Politecnico di Milano, ha evidenziato come gli investimenti in intelligenza artificiale siano in crescita, ma come l’adozione strategica negli studi professionali presenti ancora forti elementi di ritardo e resistenza culturale. Un gap che riguarda non soltanto gli strumenti, ma soprattutto il tempo necessario per acquisire nuove competenze e integrare correttamente queste tecnologie nei processi professionali.
Laura Antonino, Dottore Commercialista in Brescia e Vicepresidente AICOMTEC, ha portato la testimonianza di chi utilizza già concretamente strumenti di AI all’interno dell’attività professionale, mostrando come il cambiamento sia già operativo e richieda nuove modalità di organizzazione, controllo e relazione con il cliente.
Particolarmente significativa anche la riflessione proposta da Rebecca Paternostro, auditor e consulente legale privacy, cybersecurity e AI, che ha approfondito il tema della responsabilità professionale nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Nel suo intervento è stato chiarito come l’AI non rappresenti mai un’esimente rispetto agli obblighi deontologici del professionista e come restino centrali i principi di trasparenza, controllo umano, riservatezza dei dati e verifica degli output prodotti dai sistemi algoritmici.
Nel corso del dibattito è emersa con forza la figura del “commercialista regista”, chiamato a governare gli strumenti tecnologici mantenendo piena autonomia intellettuale, capacità interpretativa e responsabilità finale verso il cliente. Un approccio perfettamente coerente con gli indirizzi del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, richiamati durante l’intervento di Marcello Bubani, commercialista in Forlì e componente della Commissione AI del CNDCEC.
Tra i temi affrontati anche il rapporto tra AI e codice deontologico, l’obbligo di informativa al cliente previsto dalla normativa, la gestione del rischio tecnologico, la qualità dei dati utilizzati dai sistemi di intelligenza artificiale e il ruolo del professionista nel garantire che la tecnologia resti uno strumento di supporto e non sostitutivo dell’attività intellettuale.
L’iniziativa ha confermato la volontà dell’ODCEC di Venezia di promuovere un confronto qualificato sui grandi temi dell’innovazione, accompagnando i professionisti in una fase di trasformazione che richiede competenze nuove ma anche una forte consapevolezza del valore culturale, etico e sociale della professione.
Perché il tema non è semplicemente utilizzare l’intelligenza artificiale.
Il vero tema è governarla con competenza, responsabilità e indipendenza professionale.















































































Risk management e sostenibilità: i commercialisti veneti al centro della nuova governance d’impresa
- 17 Marzo 2026
- Media

Il NordEst Quotidiano dedica un approfondimento all’appuntamento promosso da Proetica nell’ambito della Settimana della Sostenibilità di Confindustria Veneto Est. Al centro, il passaggio del risk management da presidio tecnico a leva strategica di governance: ESG, doppia materialità, passaggio generazionale, controllo di gestione, dati aziendali e nuovi assetti organizzativi diventano temi decisivi per imprese e professionisti.
La rassegna stampa segnala l’approfondimento pubblicato da Il NordEst Quotidiano sul convegno “Le nuove sfide del risk management”, promosso da Proetica nell’ambito della Settimana della Sostenibilità di Confindustria Veneto Est. L’articolo mette in evidenza un punto centrale per il sistema economico: il rischio non è più soltanto una variabile da controllare, ma una dimensione strategica della governance d’impresa.
Il confronto, ospitato al Move Hotels Venezia Nord di Mogliano Veneto, viene presentato come un momento di riflessione sul salto evolutivo del risk management: dalla prevenzione delle crisi alla costruzione di organizzazioni più resilienti, capaci di leggere l’incertezza e trasformarla in vantaggio competitivo. In questo scenario, la doppia materialità assume un ruolo fondamentale, perché collega sempre più strettamente rischio finanziario, impatti ESG, sostenibilità e processi decisionali.
L’articolo sottolinea anche il valore istituzionale del parterre, composto da rappresentanti degli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Padova, Venezia, Treviso e Rovigo. Ad aprire i lavori è Elena Bonafè, responsabile Area Ambiente, Energia, Sicurezza e Sostenibilità di Confindustria Veneto Est, mentre la moderazione è affidata al dottore commercialista Dario Lenarduzzi, consigliere di Proetica.
Per Padova sono indicati gli interventi di Chiara Marchetto, past president dell’ODCEC, e Roberta Ranalli, vicepresidente dell’Ordine; da Venezia quelli di Massimo Da Re, past president, e Marco Sambo, presidente dell’ODCEC; per Treviso intervengono Camilla Menini, past president, e Pierantonio Biasotto, presidente dell’Ordine; completa il quadro Riccardo Borgato, presidente dell’ODCEC di Rovigo e anch’egli past president. Una composizione che restituisce il ruolo dei commercialisti del Veneto come interlocutori tecnici e istituzionali nei processi di evoluzione della governance aziendale.
I temi richiamati dall’articolo coprono molte delle questioni oggi più rilevanti per imprese e professionisti: il modello 231 come architettura di prevenzione dei rischi, l’evoluzione ESG dei sistemi di controllo, la pianificazione del passaggio generazionale, il ruolo del collegio sindacale nella rendicontazione di sostenibilità, gli adeguati assetti amministrativi e organizzativi, il presidio del rischio fiscale, il Tax Control Framework e la gestione dei dati aziendali come base per il controllo di gestione e la capacità previsionale.
Particolare rilievo viene dato anche alla dimensione sociale della governance, con riferimento alla partecipazione dei lavoratori e alle politiche di welfare. Non si tratta più di elementi accessori, ma di fattori che incidono sulla stabilità dell’impresa, sulla qualità delle decisioni e sulla creazione di valore nel medio-lungo periodo.
L’approfondimento valorizza infine il ruolo di Proetica, realtà nata dalla collaborazione tra gli ODCEC di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo insieme a Confindustria Veneto Est. Proetica viene descritta come un hub operativo di competenze sui temi ESG, orientato ad accompagnare imprese e professionisti nell’integrazione della sostenibilità nei modelli di governance e nei processi decisionali.
Il messaggio che emerge è chiaro: il risk management non può più essere letto come un presidio isolato o difensivo. È parte integrante della strategia d’impresa. In questa trasformazione, i commercialisti sono chiamati a svolgere un ruolo sempre più qualificato: consulenti di governance, interpreti dei dati, presidi dei controlli e alleati delle imprese nella costruzione di modelli sostenibili, resilienti e orientati al futuro.
Intelligenza artificiale e professioni: la stampa racconta la sfida dei commercialisti veneziani
- 16 Marzo 2026
- Media

Un articolo della stampa locale affronta l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, partendo dal caso InvestCloud di Marghera e allargando lo sguardo a informatica, back office, artigianato e professioni. Tra le voci raccolte anche quella di Marco Sambo, presidente dell’ODCEC di Venezia, che richiama l’evoluzione del commercialista verso un ruolo sempre più strategico, capace di governare l’ecosistema digitale a supporto delle imprese.
L’intelligenza artificiale entra con forza nel dibattito sul futuro del lavoro e delle professioni. La stampa locale dedica un ampio approfondimento agli “agenti virtuali”, strumenti capaci di combinare informazioni, automatizzare processi e assumere decisioni operative all’interno delle organizzazioni, ponendo una domanda di fondo: quali attività saranno trasformate, quali competenze diventeranno obsolete e quale sarà il nuovo ruolo delle persone nei processi produttivi?
Il punto di partenza dell’articolo è il caso InvestCloud di Marghera, richiamato come segnale di un cambiamento già in atto. L’analisi si allarga poi al settore informatico, dove gli strumenti di sviluppo assistiti dall’AI consentono oggi a un singolo programmatore di svolgere attività che pochi anni fa richiedevano più risorse. Ma la trasformazione non riguarda solo il digitale: gli agenti virtuali sono già presenti nei back office, nella gestione di agende, prenotazioni, attività commerciali, trattative con clienti e processi organizzativi.
Il fenomeno viene inquadrato anche attraverso alcuni dati. Secondo l’articolo, nel 2024 le imprese italiane con dipendenti considerate “pioniere” nell’adozione dell’intelligenza artificiale erano 182 mila, pari all’11,4% del totale, di cui 15.500 in Veneto. Il tema non è quindi più solo tecnologico, ma economico, organizzativo e professionale: la crescita dell’AI impone di ripensare competenze, modelli di lavoro e percorsi di riqualificazione.
Di particolare interesse, per il mondo delle professioni, è l’intervento di Marco Sambo, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia. Sambo evidenzia come una quota crescente della categoria utilizzi già sistemi di intelligenza artificiale, soprattutto per rendere più efficienti le attività routinarie, la ricerca documentale e la redazione di testi e atti. Il punto fondamentale, tuttavia, non è la sostituzione del professionista, ma l’evoluzione del suo ruolo: dal presidio degli adempimenti alla capacità di leggere dati, strumenti e processi per accompagnare le decisioni strategiche delle imprese.
La rassegna stampa restituisce così un tema centrale per il futuro della professione: l’intelligenza artificiale non elimina il bisogno di competenza, ma alza il livello della responsabilità professionale. Per i commercialisti, la vera partita sarà governare il cambiamento, trasformando gli strumenti digitali in leve di qualità, consulenza e valore per imprese, istituzioni e territorio.
Massimo Da Re chiude dieci anni alla guida dell’ODCEC Venezia: “Un’economia vivace, ma serve visione di lungo periodo”
- 27 Febbraio 2026
- Media

La stampa locale dedica spazio al passaggio di consegne all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia, raccogliendo il bilancio del presidente uscente Massimo Da Re dopo dieci anni di mandato. Nell’intervista emerge il ritratto di un territorio economicamente duale, tra turismo lagunare, porto, logistica, cantieristica, imprese innovative e nuove opportunità legate a sostenibilità, ZLS e intelligenza artificiale.
La rassegna stampa locale torna sul ruolo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia attraverso l’intervista a Massimo Da Re, presidente uscente dopo dieci anni di mandato. L’articolo pubblicato da Il Gazzettino – Venezia Mestre offre un bilancio del percorso compiuto e, soprattutto, una lettura dell’economia veneziana nelle sue diverse componenti: laguna, terraferma, turismo, porto, logistica, servizi, innovazione e impresa.
Da Re descrive Venezia come un territorio “duale”, nel quale convivono economie differenti. Da un lato la città storica, fortemente legata ai servizi per il turismo; dall’altro la terraferma, dove pesano in modo significativo porto, logistica, cantieristica e indotto produttivo. Una fotografia che restituisce la complessità del sistema veneziano, lontano da una lettura monocentrica e capace invece di esprimere specializzazioni diverse.
Accanto ai settori più riconoscibili, l’intervista richiama anche la presenza di eccellenze meno note: aziende altamente specializzate nella componentistica per smartphone, realtà leader in nicchie produttive come il mercato dei macinini da caffè, imprese capaci di presidiare segmenti molto specifici e ad alto valore aggiunto. È in questa varietà che Da Re individua uno dei tratti distintivi dell’economia veneziana.
Nel ragionamento del presidente uscente trova spazio anche il tema delle startup, considerate una leva necessaria per lo sviluppo delle aziende del territorio. Le imprese più strutturate, osserva Da Re, tendono sempre più a sostenere nuove iniziative imprenditoriali per generare prodotti innovativi e “gemmare” nuove progettualità. In questa prospettiva, anche la sostenibilità viene indicata come un comparto su cui costruire sviluppo futuro.
Particolare attenzione viene dedicata alla ZLS, letta come una grande opportunità per il sistema economico veneziano. Secondo Da Re, la Zona Logistica Semplificata può favorire le imprese attraverso strumenti fiscali, agevolazioni e procedure più snelle, contribuendo ad attrarre realtà innovative, creare posti di lavoro e rafforzare le connessioni tra imprese e distretti. Per un’area che negli ultimi anni ha conosciuto anche momenti di sofferenza, la ZLS può diventare una leva concreta di rilancio.
Lo sguardo resta comunque orientato al futuro. Da Re sottolinea che Venezia può uscire dalla monocultura del turismo e diventare un grande polo culturale, scientifico e di ricerca. In questo scenario, l’intelligenza artificiale e le nuove attività innovative rappresentano “praterie” ancora da esplorare, a condizione che vi siano imprenditori capaci di cogliere le opportunità e investire su progetti con visione.
Nell’intervista non manca un passaggio sui fenomeni di degrado commerciale e sulla diffusione di negozi di bassa qualità legati al turismo. Da Re richiama la fragilità di Venezia e la necessità di tutelarla, ribadendo che le regole devono essere rispettate. Allo stesso tempo precisa il ruolo corretto del commercialista: non cercare scorciatoie, ma accompagnare le imprese e gli imprenditori nello sviluppo dei progetti nel modo più adeguato, corretto e sostenibile.
Il bilancio diventa anche occasione per ricordare l’evoluzione della professione. L’immagine tradizionale del commercialista, un tempo legata soprattutto alla dimensione fiscale, si è progressivamente ampliata verso prestazioni professionali di livello più evoluto, capaci di affiancare l’impresa nelle scelte strategiche, nei percorsi di crescita e nella lettura delle trasformazioni economiche.
In chiusura, Da Re rivolge un augurio al nuovo Consiglio dell’Ordine, insediatosi il giorno precedente alla pubblicazione dell’articolo. L’auspicio è che possa affrontare meno difficoltà di quelle incontrate nel decennio appena concluso, segnato anche dalla crisi pandemica. Resta, nelle parole del presidente uscente, la convinzione che Venezia sia ancora “un’economia sul pezzo”, ma che abbia bisogno di una visione di lungo termine, capace di andare oltre il contingente e di valorizzare tutte le energie del territorio.
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Commercialisti e legalità, l’ODCEC Venezia: “No a scorciatoie sulle regole della città”
- 02 Febbraio 2026
- Media

La stampa locale dà spazio alla presa di posizione dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia sul regolamento comunale contro il degrado commerciale. Il presidente Massimo Da Re richiama il ruolo della professione: non aggirare le norme, ma assistere imprese e cittadini nel corretto inquadramento delle attività, a tutela della qualità economica, sociale e culturale di Venezia.
La rassegna stampa locale dedica attenzione alla posizione dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia nel dibattito sul regolamento comunale contro il degrado commerciale e le attività di bassa qualità legate al turismo. L’articolo pubblicato da Il Gazzettino – Venezia Mestre riporta una presa di posizione netta del presidente Massimo Da Re: il commercialista non è chiamato a cercare scorciatoie o a svuotare di significato le regole, ma ad accompagnare imprese e cittadini dentro un quadro corretto, trasparente e rispettoso della legalità.
Il tema nasce dal confronto pubblico sul regolamento cosiddetto “anti-paccottiglia”, pensato per contrastare il degrado commerciale e tutelare qualità, identità e decoro della città. Secondo Da Re, l’obiettivo del provvedimento è condivisibile e merita sostegno, perché Venezia non può essere considerata un mercato qualunque: è un ecosistema urbano fragile, nel quale la qualità dell’offerta economica incide direttamente sulla vivibilità, sulla reputazione internazionale e sulla tenuta del tessuto imprenditoriale sano.
La posizione dell’Ordine si sviluppa su due piani. Il primo riguarda il merito del regolamento, che viene letto come uno strumento di equilibrio e non come un ostacolo all’attività economica. Le regole, in questa prospettiva, non sono un intralcio, ma una condizione necessaria per proteggere la città e gli operatori corretti.
Il secondo piano riguarda la responsabilità professionale. Da Re respinge con forza l’idea che il professionista possa o debba individuare “maglie larghe” da sfruttare. La funzione del commercialista, sottolinea, non è aggirare il sistema, ma assistere imprese e cittadini nell’inquadramento corretto delle attività, nella trasparenza dei comportamenti economici, nella prevenzione dei rischi e nel rispetto delle regole del mercato e della pubblica amministrazione.
L’Ordine, allo stesso tempo, non si limita a una posizione di principio. Nell’articolo viene richiamata anche la disponibilità a un confronto tecnico con l’amministrazione comunale, per contribuire a rendere le regole più chiare, applicabili e verificabili. Da Re indica alcuni ambiti concreti: linee interpretative omogenee, criteri per valutare la coerenza tra dichiarazioni e attività effettiva, strumenti di presidio e controlli non episodici ma prevedibili. La parola chiave è certezza, perché la certezza riduce l’arbitrio e restringe le zone grigie.
Particolarmente forte è il passaggio sul ruolo pubblico della professione. I commercialisti, afferma Da Re, non sono un canale per eludere. Chi utilizza la consulenza come schermo per dichiarazioni di facciata o per condotte incoerenti con le autorizzazioni ottenute non danneggia solo la città, ma anche gli operatori corretti e la reputazione delle professioni. Il decoro, in questa lettura, non è soltanto un tema estetico: è un tema economico, sociale e culturale.
La rassegna stampa restituisce così un punto fondamentale: la professione economico-giuridica non è neutra rispetto alla qualità del territorio. In una città fragile e ad altissima esposizione internazionale come Venezia, il commercialista è chiamato a essere presidio di legalità, interlocutore tecnico delle istituzioni e alleato delle imprese che vogliono operare in modo corretto, sostenibile e coerente con il valore della città.
Marco Sambo nuovo presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Venezia: il passaggio sui media
- 24 Gennaio 2026
- Media

La stampa veneziana dedica spazio al rinnovo degli organi dell’ODCEC di Venezia e all’elezione di Marco Sambo alla presidenza dell’Ordine. Gli articoli sottolineano la partecipazione degli iscritti, la continuità con il lavoro svolto dal Consiglio uscente guidato da Massimo Da Re e la composizione della nuova squadra che si insedierà il 23 febbraio 2026.
La rassegna stampa locale ha dato evidenza al rinnovo degli organi dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia, conclusosi con l’elezione di Marco Sambo alla presidenza dell’Ordine.
Gli articoli pubblicati richiamano l’esito delle votazioni del 15 e 16 gennaio, evidenziando una partecipazione superiore al 50% degli aventi diritto e l’avvio di una nuova fase istituzionale nel segno della continuità con il percorso del Consiglio uscente, guidato da Massimo Da Re nei due mandati iniziati nel 2017.
La stampa sottolinea anche il passaggio di consegne tra Da Re e Sambo. Il nuovo presidente ha ringraziato gli iscritti per la fiducia espressa, assumendo l’incarico con l’impegno a proseguire il lavoro costruito negli anni. Da Re, a sua volta, ha richiamato il percorso compiuto dall’Ordine, evidenziando un ente solido, capace di tenere insieme ascolto degli iscritti, qualità dei servizi e attenzione al ruolo pubblico della professione.
Ampio spazio viene inoltre riservato alla composizione del nuovo Consiglio, che affiancherà Marco Sambo nel mandato 2026-2030: Sebastiano Lenarda, Elisabetta Montagner, Stefano Danesin, Roberta Paturzo, Francesca Lepscky, Valentina Di Renzo, Federico Loffredo, Gaia Rotelli, Andrea Giaretta e Pierpaolo Cristiani. Per il Collegio dei revisori risultano eletti Luigi Bortoli, presidente, Simone Bovolato e Catia Bortolato; indicati anche i componenti supplenti Valli Zillio e Andrea Burlini.
L’insediamento del nuovo Consiglio è previsto per il 23 febbraio 2026, data dalla quale prenderà formalmente avvio il nuovo mandato. Le uscite sulla stampa locale restituiscono il rilievo istituzionale del rinnovo dell’Ordine veneziano e confermano l’attenzione del territorio verso una professione chiamata a svolgere un ruolo fondamentale di presidio tecnico, economico e di servizio alle imprese, ai cittadini e alle istituzioni.
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