Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia

ODCEC di Venezia

Massimo Da Re chiude dieci anni alla guida dell’ODCEC Venezia: “Un’economia vivace, ma serve visione di lungo periodo”

La stampa locale dedica spazio al passaggio di consegne all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia, raccogliendo il bilancio del presidente uscente Massimo Da Re dopo dieci anni di mandato. Nell’intervista emerge il ritratto di un territorio economicamente duale, tra turismo lagunare, porto, logistica, cantieristica, imprese innovative e nuove opportunità legate a sostenibilità, ZLS e intelligenza artificiale.

La rassegna stampa locale torna sul ruolo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia attraverso l’intervista a Massimo Da Re, presidente uscente dopo dieci anni di mandato. L’articolo pubblicato da Il Gazzettino – Venezia Mestre offre un bilancio del percorso compiuto e, soprattutto, una lettura dell’economia veneziana nelle sue diverse componenti: laguna, terraferma, turismo, porto, logistica, servizi, innovazione e impresa.

Da Re descrive Venezia come un territorio “duale”, nel quale convivono economie differenti. Da un lato la città storica, fortemente legata ai servizi per il turismo; dall’altro la terraferma, dove pesano in modo significativo porto, logistica, cantieristica e indotto produttivo. Una fotografia che restituisce la complessità del sistema veneziano, lontano da una lettura monocentrica e capace invece di esprimere specializzazioni diverse.

Accanto ai settori più riconoscibili, l’intervista richiama anche la presenza di eccellenze meno note: aziende altamente specializzate nella componentistica per smartphone, realtà leader in nicchie produttive come il mercato dei macinini da caffè, imprese capaci di presidiare segmenti molto specifici e ad alto valore aggiunto. È in questa varietà che Da Re individua uno dei tratti distintivi dell’economia veneziana.

Nel ragionamento del presidente uscente trova spazio anche il tema delle startup, considerate una leva necessaria per lo sviluppo delle aziende del territorio. Le imprese più strutturate, osserva Da Re, tendono sempre più a sostenere nuove iniziative imprenditoriali per generare prodotti innovativi e “gemmare” nuove progettualità. In questa prospettiva, anche la sostenibilità viene indicata come un comparto su cui costruire sviluppo futuro.

Particolare attenzione viene dedicata alla ZLS, letta come una grande opportunità per il sistema economico veneziano. Secondo Da Re, la Zona Logistica Semplificata può favorire le imprese attraverso strumenti fiscali, agevolazioni e procedure più snelle, contribuendo ad attrarre realtà innovative, creare posti di lavoro e rafforzare le connessioni tra imprese e distretti. Per un’area che negli ultimi anni ha conosciuto anche momenti di sofferenza, la ZLS può diventare una leva concreta di rilancio.

Lo sguardo resta comunque orientato al futuro. Da Re sottolinea che Venezia può uscire dalla monocultura del turismo e diventare un grande polo culturale, scientifico e di ricerca. In questo scenario, l’intelligenza artificiale e le nuove attività innovative rappresentano “praterie” ancora da esplorare, a condizione che vi siano imprenditori capaci di cogliere le opportunità e investire su progetti con visione.

Nell’intervista non manca un passaggio sui fenomeni di degrado commerciale e sulla diffusione di negozi di bassa qualità legati al turismo. Da Re richiama la fragilità di Venezia e la necessità di tutelarla, ribadendo che le regole devono essere rispettate. Allo stesso tempo precisa il ruolo corretto del commercialista: non cercare scorciatoie, ma accompagnare le imprese e gli imprenditori nello sviluppo dei progetti nel modo più adeguato, corretto e sostenibile.

Il bilancio diventa anche occasione per ricordare l’evoluzione della professione. L’immagine tradizionale del commercialista, un tempo legata soprattutto alla dimensione fiscale, si è progressivamente ampliata verso prestazioni professionali di livello più evoluto, capaci di affiancare l’impresa nelle scelte strategiche, nei percorsi di crescita e nella lettura delle trasformazioni economiche.

In chiusura, Da Re rivolge un augurio al nuovo Consiglio dell’Ordine, insediatosi il giorno precedente alla pubblicazione dell’articolo. L’auspicio è che possa affrontare meno difficoltà di quelle incontrate nel decennio appena concluso, segnato anche dalla crisi pandemica. Resta, nelle parole del presidente uscente, la convinzione che Venezia sia ancora “un’economia sul pezzo”, ma che abbia bisogno di una visione di lungo termine, capace di andare oltre il contingente e di valorizzare tutte le energie del territorio.

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