Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia

ODCEC di Venezia

FAQ

FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA

Il Consiglio Nazionale, con Pronto Ordini 360/2016 del 24 gennaio 2017, ha precisato quanto segue:

“(…) L’interpretazione della previsione di esenzione dallo svolgimento della formazione professionale continua enunciata all’articolo 6, comma 1, lettera c), pur se restrittiva, va colta nella sua connessione  con la previsione dell’esonero disposta alla precedente lettera a), e pertanto, nel senso che “la malattia grave debitamente documentata del coniuge, dei parenti e degli affini entro il 1° grado e dei componenti il nucleo familiare” rileva ai fini dell’esenzione dall’obbligo formativo soltanto qualora determini l’interruzione dell’attività professionale per almeno 6 mesi”. 

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L’articolo 5 del  Regolamento FPC in vigore dal 1-1-2016  prevede, per gli Iscritti over 65 anni di età, per coloro che non esercitano neanche occasionalmente l’attività professionale e per gli iscritti nell’Elenco Speciale, l’obbligo di acquisire 30 crediti formativi professionali nel triennio (con un minimo di 7 all’anno) di cui almeno 9 nelle seguenti materie: ordinamento, deontologia, compensi, organizzazione dello studio professionale, normativa antiriciclaggio e tecniche di mediazione (crediti cosiddetti “speciali”).

Regolamento per la formazione professionale continua degli iscritti negli Albi tenuti dagli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (approvato dal Consiglio Nazionale nella seduta del 3 dicembre 2015)

Art. 5 – Casi di riduzione dei crediti formativi professionali utili per l’assolvimento dell’obbligo formativo

1. L’iscritto nell’Albo che compia il 65° anno di età in una data compresa nel triennio in corso, l’iscritto nell’elenco speciale e l’iscritto nell’Albo che non eserciti neanche occasionalmente la professione, per l’assolvimento dell’obbligo di formazione è tenuto ad acquisire in ciascun triennio formativo 30 crediti formativi professionali, mediante le attività formative indicate ai commi 4, 5 e 6 dell’articolo 1. Almeno 9 crediti devono essere acquisiti mediante attività formative aventi ad oggetto l’ordinamento, la deontologia, i compensi, l’organizzazione dello studio professionale, la normativa antiriciclaggio e le tecniche di mediazione.

2. In ciascun anno l’iscritto che compia il 65° anno di età in una data compresa nel triennio in corso, l’iscritto nell’elenco speciale e l’iscritto nell’Albo che non esercitino neanche occasionalmente la professione, devono acquisire minimo 7 crediti formativi professionali mediante le attività formative di cui ai commi 4, 5 e 6 dell’articolo 1. Qualora un iscritto acquisisca in un anno più di 7 crediti, quelli eccedenti, compresi quelli speciali, possono essere riportati nel computo di quelli necessari per assolvere l’obbligo formativo triennale, ma non possono sostituire i 7 crediti formativi minimi da conseguire nel corso di ciascun anno formativo.

3. La richiesta di riduzione dei crediti utili per l’adempimento dell’obbligo formativo per il mancato esercizio, anche occasionale, della professione deve essere presentata alla segreteria dell’Ordine di appartenenza e la riduzione ha efficacia dal 1° gennaio dell’anno in corso.

4. L’istanza deve pervenire al Consiglio dell’Ordine senza ritardo rispetto alla sopravvenienza della causa di riduzione dei crediti obbligatori e comunque entro un termine che consenta all’iscritto, in caso di esito sfavorevole della verifica operata dall’Ordine, di ottemperare comunque all’obbligo formativo minimo annuale. L’Ordine territoriale effettua la propria attività di verifica in base a una dichiarazione nella quale l’iscritto, sotto la propria responsabilità, dichiari di:

a) non essere in possesso di partita IVA, né soggetto al relativo obbligo in relazione ad attività rientranti nell’oggetto della professione;

b) non essere iscritto alla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza né soggetto al relativo obbligo;

c) non esercitare l’attività o le funzioni professionali neanche occasionalmente e in qualsiasi forma.

L’iscritto che inizi e/o riprenda l’esercizio della professione deve darne comunicazione entro 30 giorni alla segreteria dell’Ordine.

Art. 4 – Contenuto dell’obbligo formativo

4. Tramite le attività di formazione a distanza che utilizzano tecnologie di identificazione biometrica gli iscritti possono acquisire senza alcun limite crediti formativi. ….Gli iscritti che superino il 65° anno di età in una data compresa nel triennio in corso, gli iscritti nell’elenco speciale e coloro che non esercitano neanche occasionalmente la professione, possono acquisire un massimo di 6 crediti formativi annuali in attività svolte a distanza con strumenti che non si avvalgono di tecnologie di identificazione biometrica.

L’accertamento del mancato assolvimento dell’obbligo formativo in sede disciplinare a seguito del quale sia stato irrogato un provvedimento di sospensione preclude all’Iscritto di esercitare le funzioni di dominus di tirocinanti, essendo temporaneamente impedita tutta la sua attività professionale. L’irrogazione della sanzione della censura invece, non determinando alcuna interruzione dell’attività professionale, non compromette la possibilità di assumere il ruolo di dominus.

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STP

L’obbligo assicurativo posto in capo alla STP dall’art. 10, comma 4, lettera c bis, L. 183/2011 si configura come obbligo autonomo rispetto a quello posto in capo ai singoli professionisti ai sensi dell’art. 5, DPR 137/2012.

L’esistenza di polizze individuali sottoscritte dai singoli soci professionisti non fa venir meno l’obbligo per la STP di stipulare un’idonea polizza assicurativa. Infatti, come evidenziato nella circolare 32/IR del 12 luglio 2013, nel caso in cui il professionista eserciti la propria attività nell’ambito della STP fa ricadere sulla società la responsabilità civile da inadempimento dell’incarico.

Secondo la legge sarà la STP il soggetto contraente della polizza che verrà stipulata anche a favore dei soci professionisti che sono chiamati ad eseguire gli incarichi affidati alla STP. Ne consegue che qualora il socio professionista eserciti l’attività professionale solo nell’ambito della società tra professionisti non sarà chiamato a stipulare una polizza ulteriore rispetto a quella già sottoscritta dalla STP. Diverso il caso in cui il professionista eserciti l’attività professionale anche in forma individuale. In tale ultima circostanza, infatti, dovrà stipulare una propria polizza assicurativa per la copertura dei rischi derivanti dall’esercizio delle attività professionali al di fuori della STP.

Rif. Circolare 32/IR del 12 luglio 2013

Si pubblica parere del Consiglio Nazionale con cui si ritiene esclusa la possibilità di costituire società multidisciplinari che prevedono la presenza di soci professionisti dottori commercialisti o esperti contabili e soci professionisti revisori legali, non essendo la revisione legale una professione regolamentata riconducibile al sistema ordinistico. La STP potrebbe essere costituita tra soci professionisti iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e con soci revisori legali che non assumeranno la qualifica di soci professionisti, bensì quella di soci di investimento o socio di prestazioni tecniche. In tal caso, solo il socio professionista iscritto nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili potrà svolgere l’attività di revisione per la STP medesima.

Rif. PO CNDCEC 287-2014 del 27 gennaio 2015

ALBO

L’art. 36. co.1 lett. d) del D.Lgs. 139/2005 stabilisce che, per l’iscrizione all’Albo, è necessario “avere la residenza o il domicilio professionale nel circondario in cui è costituito l’Ordine cui viene richiesta l’iscrizione od il trasferimento”.

Il domicilio professionale è rappresentato dal luogo in cui il professionista esercita in maniera stabile e continuativa la propria attività. Qualora il professionista si avvalga di più sedi, il domicilio va individuato tenuto conto della durata, della frequenza, della periodicità e della continuità delle prestazioni professionali erogate, del numero dei clienti e del giro di affari realizzato.

Il domicilio professionale deve, infatti, essere necessariamente individuato nel luogo in cui l’interessato ha stabilito la sede principale dei suoi affari e dei suoi interessi, con la conseguenza che il domicilio è caratterizzato dall’intenzione di costituire in un determinato luogo il centro principale delle relazioni dell’interessato (Cass. Sez. III, ord. 8 marzo 2005 n. 5006); vanno, quindi, esclusi dal concetto giuridico di domicilio altri luoghi ove l’interessato possa recarsi, ancorché con una certa frequenza, per le esigenze della sua attività professionale (Cass. Sez. II, 22 novembre 1986 n. 6886).

Riferimenti:

PO 19-2015 del 9 febbraio 2015

CNF – sentenza 7 maggio 2013, n. 66

 

TIROCINIO

Il CNDCEC, nella seduta del 16 febbraio 2011, ha deliberato che:

– si deve ritenere ammissibile lo svolgimento del tirocinio presso un dominus, iscritto all’Albo, che svolga attività professionale come dipendente a tempo pieno;

– ai fini dello svolgimento del tirocinio, sono valide anche le ore di lavoro prestate dal tirocinante nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente instaurato con il dominus, ovvero con l’ente presso il quale il dominus svolge la propria attività professionale, come dipendente.

Tale apertura rappresenta un’inversione di tendenza rispetto alle indicazioni date in precedenza ed è maturata in base alla riflessione che l’acquisizione di conoscenze e di competenze proprie di una professione intellettuale possa avvenire anche nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente, attraverso lo svolgimento di mansioni che sono di ausilio allo svolgimento di attività tipiche della professione posta in essere dal dominus.

Riferimenti
Informativa CNDCEC n. 23/2011 del 4 aprile 2011;
PO CNDCEC n. 429/2012 del 18 febbraio 2013 (dominus dipendente di una società di servizi);
PO CNDCEC 332/2014 del 10.02.2014
PO CNDCEC 248/2017 del 10.10.2017

 

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con nota del 15 ottobre 2015, ha chiarito che il diritto all’esonero dalla prima prova scritta dell’Esame di Stato spetta a coloro che hanno conseguito un titolo di studio all’esito di un corso di laurea in convenzione con l’ODCEC, indipendentemente dalla sede presso la quale il corso è stato conseguito.

Nota MIUR 22 ottobre 2015 – esonero prima prova scritta Esame di Stato

Informativa CNDCEC n. 80.2015

Ai sensi dell’articolo 40, comma 4, del D.Lgs. 139/2005, possono essere iscritti al Registro del Tirocinio, oltre a coloro in possesso delle lauree specialistiche 64/s e 84S e delle lauree magistrali LM56 eLM77), anche coloro che sono in possesso di una laurea rilasciata dalla facoltà di economia secondo l’ordinamento previgente ai decreti emanati in attuazione dell’articolo 17, comma 95, della Legge 15 maggio 1997, n. 127.

Ne consegue che la laurea in scienze politiche costituisce titolo idoneo solo se rilasciata da una facoltà di economia.

Riferimenti
Articolo 40, comma 4, del D.Lgs. 139/2005;
Note interpretative tirocinio 11 novembre 2009 (Inf. CNDCEC 71/09 del 17.11.2009).

Il tirocinio iniziato a partire dal 16 agosto 2012 non ha validità illimitata nel tempo, ma perde efficacia trascorsi 5 anni dalla data di completamento dello stesso senza che sia superato l’Esame di Stato.

Anche se la lettera della norma parla di perdita di efficacia del “certificato”, ciò che è soggetto a scadenza è in realtà il tirocinio, come si legge nella relazione illustrativa al DPR 137/2012 (” … stabilisce, infine, l’inefficacia del periodo di formazione svolto nel caso in cui l’esame di Stato non venga superato nei cinque anni successivi alla chiusura del periodo”).

 

Riferimenti

Art. 6 DPR 7 agosto 2012, n. 137 e relazione illustrativa

Inf. CNDCEC 3/2014 del 12 marzo 2014

PO 73-2015 del 6 maggio 2015

La legge 11 luglio 2002, n. 148 costituisce la normativa di riferimento ai fini del riconoscimento in Italia di un titolo accademico conseguito all’estero.

In particolare, il DPR 30 luglio 2009, n. 189, definisce le modalità con cui procedere al riconoscimento dei titoli di studio conseguito all’estero ai fini dell’accesso al praticantato.

Ai sensi dell’art. 3, comma 2 del DPR 189/2009, l’istanza di riconoscimento del titolo di studio deve essere corredata dei seguenti documenti:

a) ove il titolo di studio sia stato rilasciato da un istituto di istruzione superiore straniero (Sono tali gli istituti dei “Paesi diversi di quelli di cui alla lettera b), statali o riconosciuti dallo Stato o accreditati nello Stato di origine, abilitati al rilascio di titoli di studio e di documentata rilevanza scientifica sul piano internazionale” (art. 1, comma 1, lett. c), D.P.R. 189/2009):

1) titolo di studio, tradotto e legalizzato;

2) certificato analitico degli esami sostenuti, rilasciato dall’istituto ove e’ stato conseguito il titolo di studio e tradotto;

3) dichiarazione di valore in loco della Rappresentanza diplomatico-consolare italiana competente per territorio nello Stato al cui ordinamento si riferisce il titolo di studio, che specifichi durata del corso, valore del titolo di studio e natura giuridica dell’istituto che lo ha rilasciato nell’ambito del predetto ordinamento;

4) documentazione comprovante la finalità per la quale e’ richiesto il riconoscimento del titolo di studio;

 

b) ove il titolo di studio sia stato rilasciato da un istituto di istruzione superiore (Sono tali gli istituti dei “Paesi aderenti all’Unione europea e allo Spazio economico europeo(Islanda, Liechtenstein e Norvegia), nonché quelli della Confederazione svizzera, statali o riconosciuti dallo Stato o accreditati nello Stato di origine, abilitati al rilascio di titoli di studio” (art. 1, comma 1, lett. b), D.P.R. 189/2009):

1) titolo di studio tradotto;

2) certificato analitico degli esami sostenuti, rilasciato dall’Istituto ove e’ stato conseguito il titolo di studio e tradotto;

3) documentazione comprovante la finalità per la quale e’ richiesto il riconoscimento del titolo di studio.

L’Ordine provvederà a trasmettere al MIUR l’istanza corredata dai documenti suelencati.

Il provvedimento conclusivo, di riconoscimento o di diniego, sarà adottato dal MIUR entro 90 giorni dal ricevimento dell’istanza e comunicato all’interessato e all’Ordine territoriale.

I richiedenti saranno iscritti al Registro del Tirocinio “con riserva” e  la validità del tirocinio svolto sarà subordinata all’adozione del provvedimento di riconoscimento del titolo di studio da parte del MIUR.

 

Rif. PO CNDCEC 108/10 del 03.05.2010; PO CNDCEC 297/2014 del 23.12.2014

 

La tassa di iscrizione è una tassa per essere iscritti al Registro del Tirocinio. E’ unica e non viene restituita in caso di cancellazione. Ciascun Ordine territoriale stabilisce l’importo della tassa nel rispetto dei limiti fissati dal CNDCEC.

Per l’Ordine di Venezia la tassa ammonta a euro 150,00.

Rif. art. 5 co. 4 del DM 143/2009; Inf. CNDCEC 70/09 del 17.11.2009; Note Interpretative I parte (Inf. CNDCEC 71/09 del 17.11.2009); Note Interpretative II parte (Inf. CNDCEC 36/10 del 25.05.2010)

Il tirocinio può essere svolto in luogo diverso dallo studio, purché nell’ambito delle attività e delle pratiche svolte dal dominus.

In considerazione del fatto che l’attività di revisione costituisce una delle funzioni tipiche della professione, il tirocinio può essere svolto anche presso una società di revisione presso la quale il dominus svolge la propria attività professionale.

Rif. art. 1 DM 143/2009

Note Interpretative II parte (Inf. CNDCEC 36/10 del 25.05.2010)

Pronto Ordini 192/2015

 

In caso di variazione di dominus iscritto ad altro Ordine terrioriale, il tirocinante, entro 15 giorni dalla variazione, deve chiedere di essere iscritto all’Ordine cui appartiene il dominus.

La domanda di iscrizione per trasferimento va inviata, contestualmente alla comunicazione di variazione, al nuovo Ordine e all’Ordine di provenienza, allegando la dichiarazione del nuovo dominus e l’attestazione di cessazione tirocinio del dominus precedente, oltre ai documenti di cui alle lettere b) c) e d) del comma 1 dell’art. 7 del DM 143/2009 (ovvero dalle corrispondenti dichiarazioni sostitutive).

Rif. art. 9 del DM 143/2009; Note Interpretative II parte (Inf. CNDCEC 36/10 del 25.05.2010)

Per i tirocini iniziati DOPO il 16 agosto 2012 (il 15 agosto 2012 è entrato in vigore il DPR 137/2012)

L’articolo 6 del DPR 7 agosto 2012, n. 137 “Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali in attuazione dell’articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148” prevede che il tirocinio possa essere svolto, in misura non superiore a sei mesi, presso enti o professionisti di altri Paesi con titolo equivalente e abilitati all’esercizio della professione.

 

Per i tirocini iniziati PRIMA del 16 agosto 2012 (il 15 agosto 2012 è entrato in vigore il DPR 137/2012)

Ai sensi dell’art. 4 del DM 143/2009 (Regolamento del tirocinio professionale) la frequenza presso lo studio del dominus può essere sostituita per un periodo unico ed ininterrotto, non superiore a sei mesi, dalla frequenza, nel territorio di uno stato membro dell’Unione Europea, presso un soggetto abilitato all’esercizio di professioni equiparate a quella di dottore commercialista e di esperto contabile.

pdf Elenco titoli e organismi professionali per tirocinio estero

Non è considerata valida la frequenza ad un corso estero, prevista dal precedente Regolamento (DM 327/1995).

Per svolgere un periodo di tirocinio all’estero, il tirocinante deve inoltrare all’Ordine preventiva richiesta di autorizzazione, accompagnata dal parere favorevole del dominus presso il quale sta svolgendo il tirocinio. Nell’istanza, il tirocinante deve comunicare all’Ordine la data di inizio e specificare i riferimenti del soggetto abilitato presso il quale si intende svolgere il tirocinio estero.

Tale periodo (il cui limite massimo è un semestre, unico ed ininterotto) sostituisce la frequenza nello studio.

Al temine del periodo di tirocinio all’estero, il tirocinante dovrà produrre all’Ordine di appartenenza una certificazione rilasciata dal professionista estero.

Rif. art. 6 co. 4 DPR 137/2012 – art. 42 D.Lgs. 139/2005 – art. 4 DM 143/2009 – Inf. CNDCEC 48/10 del 27.07.2010;

La Scuola di Formazione Professionale per Dottori Commercialisti e Revisori Contabili organizza corsi di preparazione all’Esame di Stato rivolti prioritariamente ai Tirocinanti degli Ordini di Venezia e di Treviso e, previa disponibilità dei posti, ai Tirocinanti di altri Ordini.

Il corso ha durata annuale, con inizio nel mese di ottobre e conclusione a maggio.

L’iscrizione è a pagamento.

Per informazioni www.scuolapraticanti.org.

Ai fini del sostenimento dell’esame di Stato, il computo dell’anno di tirocinio da compiere post lauream va fatto non a giorni, ma secondo il calendario. Ai sensi dell’articolo 155 c.p.c., infatti, “per il computo dei termini a mesi o ad anni si osserva il calendario comuné’ (se la laurea è stata conseguita il 19 novembre 2015, l’anno post lauream inizia erà il 20 novembre 2015 e terminerà il 20 novembre 2016.
 
L’ordinanza MIUR del 1 marzo 2016 n. 110 richiede che “i candidati che al momento della presentazione della domanda di ammissione non abbiano completato il tirocinio ma che comunque lo completeranno entro la data di inizio degli esami devono dichiarare nell’istanza medesima che produrranno l’attestato di compimento della pratica professionale prima dell’inizio dello svolgimento degli stessi’.
 
Ai fini dell’ammissione all’esame è dunque richiesto che prima dell’inizio delle prove venga prodotto il certificato di compiuto tirocinio o, meglio, la dichiarazione sostitutiva di certificazione, la quale non può essere resa prima dell’adozione della delibera di compiuto tirocinio, perché solo in sede di sua adozione viene espletata l’attività di vigilanza sull’intero periodo di praticantato, come prescritto dali’ articolo 11 del D.M. 143/2009.
Rif. PO 271/2014  del 3 novembre 2014